Invito alla lettura e al dibattito letterarioSara Rattaro

nell’ambito della rassegna letteraria “DONNA: UNA NESSUNA CENTOMILA”

I recenti fatti di cronaca – il 2017 si è aperto sulla notizia della ragazza di Messina gravemente ustionata dal fidanzato abbandonato – raccontano con troppa frequenza di violenze sulle donne, violenze che troppo spesso si concludono con un omicidio, anzi, con un femminicidio per usare un neologismo ritenuto più efficace. La genovese Sara Rattaro, vincitrice del premio Bancarella 2105 con Niente è come te, ci racconta, nel suo ultimo romanzo Splendi più che puoi una vicenda di violenza e follia: è la storia di Emma, che fin da giovane ha sempre avuto le idee chiare: lavorare per avere una propria indipendenza. In seguito a una serata con amici, conosce Tommaso, un medico di vent'anni più grande di lei e da questo incontro deriva una “attrazione fatale”. Questa relazione non viene vista di buon occhio dai genitori che, invece, con la loro radicale opposizione, la spingono ancor più tra le braccia di Tommaso.Vanno a vivere insieme ed Emma trova anche un lavoro; infatti, grazie alla sua fantasia e al suo talento, viene assunta presso un'azienda che crea oggetti per la casa, e questo la porta anche a viaggiare parecchio. Insomma, pare che la scelta di Emma sia stata felice. Purtroppo, dopo dieci anni di amore, Tommaso lascia Emma, che torna a vivere con i genitori con un grande vuoto nel cuore. Decide, superati i primi momenti di disperazione e incredulità, di uscire con il vecchio giro di amici, e conosce Marco, il quale sembra essere affascinato da lei. Inizia a frequentarlo , inizialmente per cercare di ingelosire Tommaso, poi perché piano piano le attenzioni di Marco fanno presa sul suo animo e fanno sì che lei dimentichi il suo ex. E dopo sei mesi Marco e Emma si sposano, quasi per gioco, quasi per scherzo, all'insaputa di tutti, per divertirsi e per stupire.
Marco ed Emma vanno a vivere nell'appartamento dove risiede tutta la famiglia del marito, ed è là che iniziano i primi problemi, quando Emma fa una battuta assolutamente innocente e lui reagisce con la violenza del silenzio e dell’offesa, come se Emma fosse colpevole di aver incrinato un idillio. Il tempo passa, ed Emma si rende conto di essere su una strada senza via di uscita. La violenza del marito si acuisce con la morte del padre; aumentano gli insulti e le botte, fino a quando lei gli annuncia di essere incinta. Quei nove mesi sembrano rappresentare una tregua, ma dopo la nascita della bambina, riprendono in maniera ancora più violenta. Marco costringe Emma a fare terra bruciata intorno a lei, allontanando i familiare e gli amici. Le sue paranoie aumentano di giorno in giorno, e così decide di portare moglie e figlia nella casa in montagna, isolandosi definitivamente da ogni forma di vita umana.

Non andiamo oltre con il racconto per non togliere a nessuno la voglia e il piacere di leggere questo romanzo, crudo e talvolta quasi incredibile. Ci si chiede come possa Emma non ribellarsi, non reagire… E’ forse debole di carattere? O forse queste riflessioni servono soltanto a rovesciare la situazione e a trovare il torto nel comportamento della vittima, anziché in quello di chi le violenze le compie?

L’invito a tutti è per la serata di giovedì 19 gennaio, nella biblioteca del Comune di Luserna san Giovanni, per ascoltare l’autrice e, perché no, per farle delle domande.

Elio Canale